lunedì 17 marzo 2008

Conatus Vivendi

L'istinto di sopravvivenza aiuta l'uomo a superare le crisi.
Si lotta e si conquista. Tanti perchè e poche risposte.
Quanto della nostra vita è semplice conatus vivendi, cioè sforzo di vivere, e quanto riusciamo invece ad elevare a vera e propria ars vivendi?
Forso poco. Ma forse non è questa la domanda giusta. Difatti per la maggior parte di noi la risposta è scontata.
In realtà la vera domanda è:
Quel poco ci basta?
Sembra stupido, ma a volte mi ritrovo a fare cose piacevoli dopo tanto tempo che non le facevo e mi chiedo perchè non ci avevo pensato prima.
Pigrizia, noia, quotidianità, scegliete voi.
Eppure c'è così tanto... no?

mercoledì 12 marzo 2008

La Festa della Donna? Non è proprio così

Non mi piace la festa delle donne.
Dover ricorrere ad una giornata per sottolineare, ancora adesso, quello che dovrebbe essere un fatto acquisito mi fa pena e nello stesso tempo rabbia.
Il sesso debole ha da sempre dovuto subire soprusi e maltrattamenti, anche e forse di più nel momento in cui l’aggettivo debole appare sempre più stonato.
L’uomo riversa le proprie frustrazioni su chi gli appare più debole e facile da colpire e isolare (donne, bambini, portatori di handicap, appartenenti a minoranze, ecc.), perché schiacciando l’individualità di ciò che ci spaventa, nascondiamo la paura della nostra debolezza. Combattiamo il debole o il diverso, per paura di essere noi il debole o il diverso.
Nel corso dei secoli, la società patriarcale ha cercato di reprimere e costringere l'essere donna nell'immagine angelicata della madre (identificata iconograficamente nella figura della Vergine, nei Paesi di cultura cristiana), o in quella ad essa apparentemente opposta: la strega. Non ci sarà parità fino a quando l’uomo non smetterà di apparire come non è più e rifletterà la sua vera immagine negli occhi non di una strega o di una madonna, ma in quelli di una donna.
Alcune notizie:
Circa 60 milioni di donne sono sparite dalle statistiche demografiche perché vittime delle loro stesse famiglie, uccise deliberatamente o per negligenza, soltanto perché di sesso femminile (rapporto UNICEF 2000)
In base a ricerche condotte nei paesi occidentali industrializzati , dal 20% al 30% delle donne subiscono violenza dal proprio partner o ex-partner.
Un omicidio su quattro in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche. Il 70% delle vittime sono donne, soprattutto casalinghe, uccise quasi unicamente per ragioni passionali o in seguito a liti e difficoltà in famiglia.
In 7 casi su 10 la vittima è una donna e in 8 su 10 l'autore è un uomo.
Un più elevato rischio risulta peraltro già presente tra le minori, con 16 vittime di sesso femminile rispetto alle 8 di sesso maschile. Nell'80% dei casi a uccidere è l'uomo, ha tra i 25 e i 44 anni (40,8%) e lo fa con la pistola (39,5%). Una volta commesso l'omicidio nel 67,4 dei casi l'assassino si costituisce, nel 24,1 si uccide, nel 7,5 tenta il suicidio e nell'1,1 fugge, ma nella maggior parte dei casi viene poi arrestato. Uccide per ragioni passionali (23%), liti (23%) o disturbi psichici (12,8%).

lunedì 10 marzo 2008

Terra Bruciata

Ieri ho visto la puntata di Report sulla contaminazione da rifiuti tossici dei terreni in Campania.
Come al solito il reportage della squadra facente capo alla Gabanelli mi ha lasciato senza parole, impotente di fronte a un disastro totale costruito da imprenditori criminali, politici corrotti, pubblici funzionari incapaci.
Ma di chi sono le vere responsabilità? Non so se usciranno mai fuori e forse non mi interessa fino in fondo. Perché i sentimenti che provo su tutto il resto sono la vergogna e la rabbia.
Vergogna per come ho lasciato che di questa terra facessero razzia. Siamo abituati a fare gli struzzi, per paura, convenienza, omertà o semplice indifferenza. Ma questa volta la terra sotto la quale abbiamo messo la testa potrebbe esserci fatale.
Rabbia per chi, direttamente o indirettamente, mi ha portato a dovermi vergognare di me stesso.
Ma la Campania è solo la punta di un iceberg che potrebbe affondare il Titanic Italia.
Alcuni numeri:
2551 siti potenzialmente contaminati
80 comuni coinvolti
Nessun sito bonificato
Centinaia di lavoratori socialmente utili assunti per motivi clientelari
9 Commissari straordinari in 10 anni.
Milioni di euro dove tutti ci hanno guadagnato.
Tutti tranne i nostri figli.

venerdì 7 marzo 2008

Lo slogan di Veltroni copiato da Obama? Non proprio...

P.V. Cambiando l'ordine dei "poli" il risultato non cambia.

giovedì 6 marzo 2008

La Costituzione Italiana: Articoli e Antitesi

Art. 35
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.

Art. 36
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

mercoledì 5 marzo 2008

Campagna elettorale italiana

abbassare con le canzoni senza patria o soluzioni la castita' nuntereggae piu' la verginita' nuntereggae piu'
la sposa in bianco il maschio forte i ministri puliti i buffoni di corte ladri di polli super pensioni nuntereggae piu'
ladri di stato e stupratori il grasso ventre dei commendatori aziende politicizzate
evasori legalizzati nuntereggae piu'
auto blu sangue blu cieli blu amori blu rock and blues nuntereggae piu'
dcpsi nuntereggae piu' dcpcipcipsi plipridcpci pcidc cazzaniga nuntereggae piu'
avvocato agnelli nuntereggae piu' umberto agnelli susanna agnelli monti pirelli dribbla causio che passa a tardelli antognoni zaccarelli nuntereggae piu'
gianni brera bearzot monzon panatta rivera d'ambrosio lauda thoeni maurizio costanzo nuntereggae piu'
mike bongiorno villaggio raffa' e guccini onorevole eccellenza cavaliere senatore don minzoni eminenza monsignore vossia nuntereggae piu' cheri mon amour! nuntereggae piu'
immunita' parlamentare nuntereggae piu' abbassare! il numero cinque sta in panchina si e' alzato male stamattina nuntereggae piu' mi sia consentito dire nuntereggae piu'
il nostro e' un partito serio certo! disponibile al confronto nella misura in cuialternativoaliena ogni compromessa
hi lo stress freud e il sess e' tutto un cess si sara' la ress se quest'estate andremo al mare soli soldi e tanto amore nuntereggae piu' ahi lo stress freud e il sesse' tutto un cess si sara' la ress e' tutto un cess si sara' la resse vivremo nel terrore nuntereggae piu' che ci rubino l'argenteria nuntereggae piu' e' piu' prosa che poesia
dove sei tu? non m'ami piu'? dove sei tu? io voglio tu soltanto tu dove sei tu? nuntereggae piu'
ue' paisa' nuntereggae piu' il bricolage
il '1518 il prosciutto cotto il '48 il '68 le p38 nuntereggae piu'nuntereggae piu'
sulla spiaggia di capo cotta cardin cartier gucci portobello illusioni lotteria trecento milioni mentre il popolo si gratta a dama c'e' chi fa la patta a sette e mezzo c'ho la matta
mentre vedo tanta gente che non ha l'acqua corrente e nun c'ha niente ma chi me sente

Notte Stellata


Capita a volte nella vita di incontrare qualcosa che ti emoziona
Qualcosa di così potente da sembrare definitivo

Di fronte alla quale non si può sfuggire ma solo provare a giustificare la normalità della tua vita

Questo quadro per me rappresenta una di quelle volte

mercoledì 27 febbraio 2008

TRASPARENZE


Un momento d'estate, adesso più che mai.


LA FEBBRE

Trentasette e otto. La linea di mercurio stentava ad espandersi oltre. Disteso sul letto Marco allunga la mano alla ricerca del cordless senza risultato, mentre tenta di richiamare alla mente il numero dell’ufficio personale. Aveva escogitato un ottimo sistema per memorizzare i numeri di telefono, ma a quell’ora del mattino gli è impossibile ricordare quale fosse.
Un senso di frustrazione gli pervade la mente quando realizza di non poter andare in ufficio, al contrario il suo inconscio risponde assurdamente felice. “Strano” – pensa il suo io che non si aspettava una tale appagamento dal suo non-io. Vero è che ultimamente le cose a lavoro non andavano bene e il suo conto in banca era più rosso di un comunista davanti alla statua di Lenin al tramonto, ma per lui il lavoro era sempre stato tutta la sua vita.
Ma da un po’ cominciava a pensare che il lavoro lo stesse letteralmente divorando, concentrando i suoi istanti di vita in una spiacevole pillola da inghiottire giorno dopo giorno, lasciandogli dietro di sé tutte le sue ore più belle e quel tipico sapore amaro di certe medicine tanto necessarie quanto disgustose.
Aveva la stessa sensazione di disagio di quando si entra in una stanza e si percepisce un difetto senza però riuscire ad afferrarlo, un piccolo insignificante particolare che fino a quando non si rivela, assurge a paradigma di tutte le imperfezioni del mondo. Già da alcuni giorni se ne era accorto, ma era stato troppo impegnato e non aveva avuto un momento libero per razionalizzare quella strana sensazione. Ma adesso, improvvisa ma forse non inattesa, era arrivata la febbre. Un segno, una possibilità che il suo corpo o la sua anima gli offrivano per occuparsi di sé. Era venuto il momento di smetterla di fare finta di niente, che andava tutto bene, bisognava fare il punto della situazione. Una sorta di “State of Nation” personale. Si, proprio così, oggi sarebbe rimasto a casa ad occuparsi di sé e al diavolo l’ufficio.
Uno stimolo prostatico scosse i suoi pensieri richiamandolo alle primarie necessità di un sano risveglio. Le sue molecole attraversarono compatte il pulviscolo atmosferico che occupava tutta la sua stanza oltre che il resto dell’universo, tagliando le lance di sole che si forgiavano attraverso spiragli regolari delle persiane. Nello specchio del bagno vide riflessa un’altra persona, più vecchia e stanca rispetto a quella che diligentemente cercava di mostrare. Lo shock iniziale durò appena un secondo e l’identità tra le due figure sembrò alla fine inevitabile.
Uscendo scorse sotto l’uscio della porta una lettera, di un bianco candido come solo le notizie riescono ad apparire poco prima di diventare cattive notizie. Strappò un lato della busta sentendosi un artificiere che apre un pacco con uno strano ticchettio dentro.
“Egr. sig.. in base all’accordo.. volevo ricordarle che è in ritardo.. per il mantenimento della sua ex moglie.. È la terza volta.. potrebbero esserci ripercussioni.. visite settimanali con suo figlio.” Le parole gli esplosero in faccia come un capodanno a Times Square.
Per quanto tempo siamo condannati ad essere perseguitati dai nostri sbagli? pensò Marco ritornando al giorno delle sue nozze, quando il padre, abbracciato con tutta la forza con cui un padre può abbracciare un figlio, gli disse: “se sposi quella donna soffrirai come non hai mai sofferto, ma se non la sposi non saprai mai cosa ti sei perso”. Ancora oggi dubitava di aver capito fino in fondo ciò che il padre aveva voluto dirgli, ma di una cosa era certo: qualsiasi cosa fosse, aveva ragione da vendere.
Lo squillo del telefono lo sorprese ancora frastornato e la segreteria telefonica partì molto prima dei suoi riflessi. Un pianto singhiozzante reclamò la sua attenzione: “Marco sono Aura.” Finalmente qualcosa di bello. Si ritrovò sulla torre più alta ad ammirare il suo futuro ancora roseo. “Mi dispiace di quello che sto per dirti e del fatto che te lo dico attraverso un nastro registrato ma…. mi ha telefonato Antonio. Vuole riprovarci. non ho potuto dire di no e poi tra noi non avrebbe mai potuto funzionare… l’età… Addio.” Aura era sempre così: decisa, concisa e chirurgica, come un operazione a cuore aperto fatta con due pinzette per i capelli.
Fu allora che capì di non avere più altra scelta e decise di farlo. Prese la cornetta, digitò dieci cifre e in risposta ad uno svogliato pronto disse:
“Sono Marco, volevo solo avvisare che arriverò più tardi”. Era arrivata la febbre ma forse era meglio continuare a far finta di star bene.

lunedì 25 febbraio 2008

L'inizio

Iniziare qualcosa è sempre difficile.
Non sapere da dove iniziare complica le cose.
Non avere la più pallida del perchè si è deciso di iniziare rende tutto straordinariamente semplice