Ieri ho visto la puntata di Report sulla contaminazione da rifiuti tossici dei terreni in Campania.
Come al solito il reportage della squadra facente capo alla Gabanelli mi ha lasciato senza parole, impotente di fronte a un disastro totale costruito da imprenditori criminali, politici corrotti, pubblici funzionari incapaci.
Ma di chi sono le vere responsabilità? Non so se usciranno mai fuori e forse non mi interessa fino in fondo. Perché i sentimenti che provo su tutto il resto sono la vergogna e la rabbia.
Vergogna per come ho lasciato che di questa terra facessero razzia. Siamo abituati a fare gli struzzi, per paura, convenienza, omertà o semplice indifferenza. Ma questa volta la terra sotto la quale abbiamo messo la testa potrebbe esserci fatale.
Rabbia per chi, direttamente o indirettamente, mi ha portato a dovermi vergognare di me stesso.
Ma la Campania è solo la punta di un iceberg che potrebbe affondare il Titanic Italia.
Alcuni numeri:
2551 siti potenzialmente contaminati
80 comuni coinvolti
Nessun sito bonificato
Centinaia di lavoratori socialmente utili assunti per motivi clientelari
9 Commissari straordinari in 10 anni.
Milioni di euro dove tutti ci hanno guadagnato.
Tutti tranne i nostri figli.
lunedì 10 marzo 2008
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4 commenti:
Non te la prendere. Non siamo dei, non possiamo far tutto. La storia si muove malgrado il nostro disgusto e la nostra impotenza. Comunque abbiamo anche il dovere di pensare che le cose si possano cambiare e che non è ancora troppo tardi. Perché questo dovere di essere ottimisti? Secondo me nasce dal fatto che il contrario è semplicemente stupido: un pensiero che dietro la sua aura di realismo semplicemente non produce nulla.
Ciao Golan
I.
No, non siamo dei.
E no, non è ancora troppo tardi.
Ma sulla stupidità... non penso ci sia un limite.
Gli ottimisti pensano che l'umanità non arriverà mai a superare il cosiddetto "limite", ma solo perchè quel limite viene costantemente portato oltre.
(due esempi del secolo scorso: il genocidio degli ebrei e l'ex Jugoslavia).
Quindi penso che l'unica soluzione possibile sia il più assoluto pessimismo del presente, perchè è la sola cosa che possa far sperare in un futuro migliore.
Ovviamente estremizzo. Non è tutto da buttare, anzi, secondo me c'è molto di buono in questo mondo (l'amore, il sesso, l'amicizia, la natura). Ma riusciremo mai a meritarcelo davvero?
Un saluto.
Questo pessimismo del presente mi sembra un po' contraddittorio :-)
Ho compiuto quarant'anni l'estate scorsa, e, al culmine dei festeggiamenti, mi sono alzato e ho dichiarato con tono solenne, testimoni i miei parenti, che l'adolescenza è finita. Ho sempre meno tempo per lasciare una traccia positiva, ma spero che non sia poco e soprattutto spero di essere in grado. Il senso che voglio dare a questa sensazione sta nella speranza e nella fiducia. Non vi è un'ineluttabilità nel futuro: questo lo sai tu, lo so io e lo sanno tutti. E un'altra cosa: sono infiniti i modi per rendere il mondo più sporco, ma sono anche infiniti quelli per renderlo più pulito.
Stasera ho detto su un blog di magistrati, che vorrebbero fare un po' di autocritica, che la magistraturaè una casta chiusa e un po' classista. Tu pensi che mi picchieranno?
Ciao e a presto
I.
Solo se ti troveranno. Quindi dovresti stare abbastanza tranquillo.
Ho comunque chiesto conferma sulla casta ad un magistrato.
Mi ha fatto rispondere dal suo cancelliere che non era vero.
Mah!
Il potere dovrebbe esistere per riuscire a meglio servire chi ne è privo, in realtà finisce per divenire fine a se stesso.
Non è neanche solo questione di soldi.
E' la rincorsa verso il prestigio, verso il riconoscimento dei media, verso una scrivania più grande, con due finestre invece di una, verso un ufficio al piano più alto.
E dall'alto tutti gli altri sembrano solo piccole formiche.
ciao
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